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IN BREVE

  • La tanto paventata recessione USA finora non si è manifestata e se per paura hai giocato in difesa negli investimenti ora puoi passare un po’ all’attacco.
  • Soprattutto se investi con un orizzonte temporale lungo, guardare alle previsioni economiche a 6, 12 o 24 mesi ha poco senso: meglio diversificare, con il giusto spazio all’azionario.
  • Citigroup ci dice che oggi in Europa ci sono buone occasioni a prezzi scontati. Ma la regola della diversificazione vale sempre e comunque, anche all’interno dell’asset class azionaria.

“Nonostante l’elevata inflazione e l’incertezza energetica, i risultati economici del 2022 a livello globale hanno quasi certamente superato le precedenti e più pessimistiche aspettative”, scriveva McKinsey a metà febbraio.

La storia sembra destinata a ripetersi ora che la metà dell’anno è alle spalle: ci si aspettava una recessione USA che, verificandosi, avrebbe avuto inevitabili ripercussioni sulle altre aree economiche. Finora, però, di questa recessione non si vede neanche l’ombra.

La recessione che (al momento) non c’è

Gli analisti mettevano in conto più del 50% di probabilità di una recessione nel 2023. A maggio, le cose erano già cambiate. “La previsione mediana”, spiegava il presidente della NABE Julia Coronado, fondatore e presidente di MacroPolicy Perspectives, “prevede una crescita economica modesta fino al 2024”. Quindi, ricapitolando: prima gli esperti pronosticavano una recessione economica USA per l’inverno. Poi l’infausto appuntamento è stato rinviato alla primavera. Poi si è cominciato a parlare dell’estate. Adesso, forse, il prossimo anno. Fatto è che, alla luce dei dati macroeconomici, gli Stati Uniti stanno tenendo bene. A giugno, per dire, l‘economia USA ha creato 209.000 posti di lavoro, meno delle attese degli economisti, ma la disoccupazione è scesa al 3,6%, mantenendosi sui minimi storici. Anche l’inflazione a giugno è rallentata: i dati del Bureau of Labor Statistics statunitense hanno evidenziato una crescita su base annua dei prezzi al consumo pari al 3,0%. Si tratta del dodicesimo calo consecutivo e dei livelli minimi dal marzo 2021.

Le previsioni, però, ci condizionano sempre

Questo, quindi, il dato di fatto. Quando però si prendono decisioni di portafoglio, gli investitori guardano con grande attenzione alle previsioni. Ci sta, è comprensibile. Così, previsioni di recessione alla mano, finora molti hanno giocato in difesa, attendendo una frenata economica che è arrivata solo in minima parte. Il passato è passato e adesso bisogna guardare al futuro. Alla luce dei dati emersi, potrebbe essere opportuno passare un po’ all’attacco, aumentando la componente azionaria del tuo portafoglio, sempre diversificando e approfittando con metodo e buon senso delle occasioni che si creano quando tutti si fanno più cauti.
Già nel 2008 l’Oracolo di Omaha Warren Buffett invitava a “essere timorosi quando gli altri sono avidi e avidi quando gli altri sono timorosi”. Senza strafare, io tra avidità e paura insieme ai miei clienti scelgo la terza via: quella di un portafoglio ben diversificato che in ogni fase economica dia, compatibilmente con il proprio orizzonte temporale, il giusto spazio all’azionario. Non solo USA.

Mercati azionari: l’Europa che (forse) non ti aspetti

L’azionario statunitense, lo sappiamo, ha fatto molto bene nella prima metà dell’anno per merito di pochi ma importanti titoli tech. Ci sono altre piazze, però, di cui si è parlato meno e che oggi potrebbero presentare più di uno spunto di interesse. Concluso il mese di giugno, per esempio, S&P Dow Jones Indices ha fatto un resoconto sui mercati europei segnalando in una nota come l’S&P Europe 350 abbia ampliato i suoi guadagni da un anno all’altro: l’indice paneuropeo, infatti, ha chiuso il mese in rialzo del 2,5%, riportando una variazione sui 12 mesi pari al 17,7%.

Francia, Germania e la nostra Italia i tre mercati più brillanti.
In tutto questo, la volatilità implicita dei titoli azionari europei è scesa di sei punti nel corso del mese, con l’indice Vstoxx che ha chiuso giugno a 14 punti. Sintomo di una minore percezione del rischio.

Un’estate di “saldi azionari” da prendere in considerazione

I titoli europei oggi appaiono più convenienti rispetto ai loro omologhi statunitensi. L’Europa è infatti di nuovo scambiata con uno sconto record: sulla base del rapporto prezzo/utile a 12 mesi, lo Stoxx Europe 600 risulta scambiato con uno sconto del 36% rispetto all’S&P 500. Tradotto: si possono fare buoni acquisti in saldo. La divergenza si deve al rally che nel primo semestre dell’anno si è registrato a Wall Street, un rally in gran parte guidato – come detto – da giganti tecnologici del calibro di Apple, Microsoft e Nvidia. In generale, per quanto riguarda le prospettive degli utili aziendali, anche gli esperti ora prevedono un modesto rallentamento degli utili per azione piuttosto che una recessione completa.

Spazio all’azionario, con la consulenza professionale e personalizzata

Qual è la morale di tutta questa storia? Semplice: quando costruisci e poi gestisci il tuo portafoglio di investimento, ha davvero poco senso guardare alle previsioni da qui a sei, dodici o ventiquattro mesi, soprattutto se il tuo orizzonte temporale è lungo. Da oggi alla pensione, per dire, o all’università dei figli che oggi sono alla scuola primaria.
In questo senso, un portafoglio d’investimento ben strutturato deve giocoforza essere adeguatamente diversificato e contenere una dose di azionario, in barba all’istinto che ti dice di uscire in fretta e furia di fronte ai cali. Tieni conto che anche all’interno dell’asset class azionaria si può diversificare, puntando non solo sulle stelle USA ma anche sulle occasioni europee ed emergenti. Insomma, la diversificazione è la regola d’oro, sempre, e deve essere ovviamente personalizzata e in linea con il tuo profilo e i tuoi obiettivi.
Nel frattempo, è anche vero che le fasi di rallentamento economico possono rappresentare, come qualsiasi momento di sconti, un ottimo momento per comprare.

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