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L’invecchiamento della popolazione è una sfida a livello globale, ma pone dei reali problemi anche su scala personale: vivere più a lungo significa aver bisogno di un’assistenza maggiore negli anni della vecchiaia e questo può far paura. Per fortuna, la tecnologia può darci una mano a mantenere la nostra indipendenza il più a lungo possibile. In gergo, parliamo di smart home e, in questo caso specifico, di assisted living. Che, come ogni cosa, ha il suo prezzo, non indifferente. Ecco perché sarebbe meglio pianificare le proprie finanze per tempo per riuscire ad assicurarsi una vita dignitosa anche durante la terza età

L’innovazione digitale e la connettività continuano ad ampliare la gamma delle possibilità per migliorare la qualità della vita, anche tra le mura domestiche. Per esempio, esistono “specchi intelligenti” dotati di riconoscimento facciale che sono in grado di rilevare segnali di malessere (monitorando la pupilla oculare) e di misurare parametri di base come la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. E tutte queste informazioni vengono trasmesse direttamente al medico o ai familiari. Ci sono poi sistemi in grado di rilevare – e segnalare all’esterno – una caduta o cambiamenti repentini del comportamento di chi si sta muovendo all’interno della casa.
Non solo. Le funzionalità della domotica – come la possibilità di aprire e chiudere porta e finestre o di accendere e spegnere le luci da remoto o attraverso comandi vocali – possono fare comodo anche quando sei ancora giovane.
Pensa alla possibilità di accendere il riscaldamento di una seconda casa il giorno prima del tuo arrivo, di chiudere a chiave la porta di ingresso o attivare l’allarme se per caso ce ne dimentichi. O ancora, di far partire il robot aspirapolvere mentre sei al lavoro o di avviare la macchina del caffè dieci minuti prima della sveglia, in modo da trovare già la colazione pronta. E chi più ne ha più ne metta.
Certo, avere una casa “intelligente”, dotata di servizi avanzati di domotica, richiede un investimento economico non indifferente – a maggior ragione se si tratta di inserire la domotica in una casa già esistente. Ecco perché una decisione simile andrebbe pianificata per tempo, in modo da poter accumulare negli anni il capitale necessario per realizzarla, senza troppi sacrifici e senza smobilitare risorse “di emergenza”.

Tre scenari possibili

Per darti un’idea dei costi e delle possibili soluzioni (e tempistiche) di investimento per mettere da parte la cifra necessaria, è stata realizzata una simulazione che contempla tre differenti scenari. I prezzi variano sensibilmente, a seconda del livello di “domotizzazione” desiderato e delle dimensioni della casa in cui inserire i “sistemi intelligenti”. Quindi le simulazioni sono da prendere a titolo puramente esemplificativo. Per la stima dei costi è stato utilizzato il portale dell’azienda Bticino, mentre la simulazione degli investimenti è stata fatta dal team di analisti di AdviseOnly, guidato da Raffaele Zenti.

È stato ipotizzato un orizzonte temporale di due anni per la creazione di un sistema di domotica di base in un bilocale da meno di 50 metri quadrati, per cui si stima di dover spendere una cifra di circa 2.000 euro, mentre per l’installazione in un quadrilocale la spesa stimata sale a 4.300 euro e l’orizzonte temporale considerato cresce a 5 anni. Infine, per rendere “smart” una villa da oltre 200 metri quadri ipotizziamo una spesa di 16mila euro e un orizzonte temporale di 10 anni per riuscire ad accantonarli.

Qualche nota di metodo

Il presupposto di partenza delle simulazioni è che non si abbia a disposizione della liquidità da destinare al progetto di rendere smart la propria casa (quindi zero capitale iniziale). Per questo motivo consideriamo qualche anno di tempo per poter mettere da parte la cifra necessaria grazie a un Piano di Accumulo (o PAC), che consente di effettuare versamenti periodici a cadenza regolare, per esempio mensile, di entità anche modesta (50, 100, 200 euro).
Quanto all’asset allocation, essa si basa su un portafoglio di azioni e bond internazionali. Nel dettaglio, per calcolare la performance azionaria l’indice considerato è l’MSCI WORLD All Countries, un investimento equity risk premium a largo spettro in termini geografici. Per la componente obbligazionaria, il riferimento è il Barclays Global Aggregate, che include mercati Sviluppati, Emergenti, Governativi, Investment Grade ecc. Non è stato incluso nell'analisi l’hedging valutario, che in generale non risulta particolarmente premiante nel lungo periodo.

Su queste basi, nelle tre simulazioni è stato ipotizzato:
Un 20% di azioni internazionali e un 80% di obbligazioni internazionali nel primo caso, dove l’orizzonte temporale è limitato e dunque ha senso mantenere un atteggiamento più prudente, visto che non si potrà aspettare che i mercati si riprendano in caso di crolli improvvisi;
Un 50% azionario e un 50% obbligazionario nel secondo caso;
Un 66% di equity e un 34% di bond nell’ultimo caso: con un orizzonte temporale più lungo, infatti, si può osare un approccio più aggressivo, nella speranza di ottenere un rendimento migliore.

È stato tenuto conto anche dell’inflazione, ipotizzando però che i prezzi non correranno per sempre. Il riferimento è la stima di lungo termine della BCE, che corrisponde al target intorno al 2%.
I costi considerati nelle simulazioni sono in linea con le medie di mercato per asset allocation diversificate in fondi comuni o OICR equivalenti: sono state ipotizzate commissioni di gestione pari all’1,5% (media dei fondi bilanciati, secondo il “Global Investor Experience Study” di Morningstar, edizione 2022, e “Fondi e sicav italiani”, ed. 2020, dell’Ufficio Studi di Mediobanca), mentre le commissioni di sottoscrizione sono pari a zero.

Si tratta in tutti i casi di rate mensili accessibili. Tipicamente, l’allungamento dell’orizzonte temporale consente di abbattere l’entità del versamento, ma nel caso della villa la cifra da raggiungere è considerevolmente più alta rispetto agli altri due casi, motivo per cui è necessario un versamento superiore. È interessante però notare che la rata mensile non è molto diversa tra il primo e il secondo caso, il che evidenzia ancora una volta come il tempo sia un tuo alleato importante nel mondo degli investimenti, in virtù del meccanismo della capitalizzazione composta degli interessi e della tendenza dei mercati a recuperare dopo i periodi “no”. Una tendenza che finora ha sempre trovato conferma nei fatti.
Una buona pianificazione per obiettivi su un orizzonte di lungo periodo può dunque consentirti di affrontare in serenità spese anche molto elevate. Fatte salve, ovviamente, tutte le premesse fatte, cioè che si parla di stime e valori medi, suscettibili di variazioni nella realtà.

E se i mercati andassero male?

A questo proposito, proviamo a ipotizzare degli scenari più “sfortunati”, per capire come cambierebbero i versamenti mensili necessari nel caso in cui i mercati andassero peggio di quanto previsto nello scenario di base. Spoiler: cambiano in modo veramente impercettibile. Ebbene, se i mercati avessero per tutto il periodo d’investimento un rendimento che si colloca nella fascia più bassa – cosa che storicamente accade solo nel 16,5% dei casi:

• Per ottenere 2.000 euro in due anni servirebbero 80 euro/mese anziché 78 euro/mese
• Per ottenere 4.300 euro in 5 anni servirebbero 66 euro/mese anziché 63 euro/mese
• Per ottenere 16.000 euro in 10 anni servirebbero 114 euro/mese anziché 104.

Guarda al futuro con più serenità

Quelli visti fin qui sono solo degli esempi, ma naturalmente le variabili da considerare sono moltissime e cambiano per ciascuno: dal tipo di sistemi che vuoi installare – abbiamo visto che si può spaziare dall’accensione di elettrodomestici e riscaldamento da remoto fino a sofisticati strumenti di telemedicina – dalle dimensioni della tua casa, dal livello di automazione di partenza.
L’importante, come sempre del resto quando si investe, è identificare il tuo obiettivo, capire la somma che ti necessita e darti un orizzonte temporale che sei in grado di rispettare. A questo punto bisognerà capire come impostare il tuo percorso e questo dipende dalla tua età e dalla tua propensione al rischio. Per non perderti sulla via, sarebbe bene che ti facessi aiutare in queste valutazioni da un consulente finanziario, io potrò chiarire eventuali dubbi e suggerirti le soluzioni più adatte alle tue esigenze.

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