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Il rialzo è arrivato, quasi certamente non sarà l’ultimo, e non è soft: +75bp per contrastare l’inflazione galoppante. Una misura volta a comprimere la domanda e che si innesta in uno scenario segnato da crisi energetica, guerra in Ucraina e tensioni geopolitiche USA – Cina.
Insomma, l’autunno si preannuncia particolarmente sfidante per gli investitori.
Come muoverti allora sui mercati? Vediamo le previsioni della BCE sui prossimi sviluppi e le implicazioni per mercato azionario e obbligazionario

Sono partiti i rialzi dei tassi d’interesse decisi nell’ultima riunione dal Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali sale all’1,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale all’1,50% e quello sui depositi allo 0,75%.
In base alla sua attuale valutazione, il Consiglio direttivo prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nelle prossime riunioni per frenare la domanda e mettere al riparo dal rischio di un persistente incremento dell’inflazione attesa. Un approccio motivato dal fatto che l’inflazione resta elevata con, inoltre, la probabilità che si mantenga su un livello superiore all’obiettivo per un prolungato periodo di tempo.

Gli scenari della BCE per i prossimi anni

Gli esperti della BCE hanno infatti rivisto significativamente al rialzo le proiezioni sui prezzi al consumo, che si porterebbero in media all’8,1% nel 2022, al 5,5% nel 2023 e al 2,3% nel 2024. Riviste al ribasso, invece, le ultime proiezioni formulate per la crescita economica: al 3,1% nel 2022, allo 0,9% nel 2023 e all’1,9% nel 2024.

La BCE sembra determinata, quanto la Federal Reserve statunitense e le principali banche centrali del mondo occidentale, a combattere l’inflazione alzando i tassi. Una politica monetaria restrittiva per frenare la corsa dei prezzi al consumo che continua a creare problemi ai bilanci delle famiglie e delle imprese. L’obiettivo primario in questa fase consiste nel frenare la disponibilità di liquidità in circolazione (attraverso l’aumento del costo del denaro) in modo da raffreddare la domanda di beni e servizi e indurre le aziende a frenare i piani di assunzione e gli aumenti retributivi.
Le banche centrali, come ha dichiarato il presidente della Fed Powell al simposio di Jackos Hole, ‘faranno di tutto per riportare l’inflazione entro il target (cioè intorno al 2%) anche a discapito della crescita economica’. In questo modo, tuttavia, alimentano le aspettative di recessione con inevitabili ripercussioni negative sui mercati finanziari.
Infatti una recessione comporterebbe una contrazione dei margini e dei profitti aziendali e, a cascata, delle loro valutazioni in Borsa. Sul fronte obbligazionario, invece, un ulteriore rialzo dei tassi per contrastare il carovita implicherebbe un nuovo calo dei prezzi dei titoli a reddito fisso che si muovono in direzione opposta ai rendimenti. Un contesto che, da inizio anno, continua a registrare un trend prevalentemente al ribasso per azioni e bond in un ambiente di alta volatilità.

Le implicazioni per gli investimenti

Cosa significa tutto questo per i tuoi investimenti? La prima conclusione è che questo nuovo regime macroeconomico richiede adeguamenti più frequenti e mirati al tuo portafoglio. In secondo luogo è sempre più cruciale l’orizzonte temporale. A questo proposito, vale la pena ricordarti che le forti correzioni accusate da inizio anno delle asset class di rischio non intaccano le loro performance a lungo termine.

Resta il fatto da investitore sei in seria difficoltà, costretto a scelte sempre più difficili in uno scenario in continua evoluzione dove il timing di entrata e uscita dai mercati può comportare perdite significative, difficili da recuperare. Il tutto senza dimenticare che, proprio in situazioni caotiche sui mercati come questa, si moltiplicano i pericoli di assumere decisioni che possono rivelarsi critiche per i propri risparmi come quella, piuttosto frequente, di farti prendere dal panico e di vendere sui minimi con l’unica certezza di incamerare perdite.

l valore di pianificazione e consulenza

Una scelta saggia di fronte a queste problematiche consiste nell’affidarti ad un consulente di fiducia, con il quale pianificare i tuoi investimenti con il corretto arco temporale in funzione delle tue effettive esigenze ed il tuo profilo di rischio. Una soluzione che offre la possibilità di consultarti nel tempo con un professionista, in modo da verificare la necessità o meno di apportare modifiche al tuo portafoglio non soltanto quando accadano eventi macroeconomici, politici o geopolitici rilevanti ma anche in occasione di snodi importanti nella tua vita familiare.
In pratica, significa investire nella competenza degli esperti del settore, sempre aggiornati sull’evoluzione dei mercati finanziari, per affrancarti dalle mille problematiche che riguardano i tuoi risparmi personali e familiari e che tormentano i tuoi pensieri quotidiani.


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