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Con l’avvento delle ultime normative in tema di trasparenza e tutela nei confronti dei risparmiatori è divenuto sempre più forte il tema dei costi bancari e delle commissioni sugli investimenti.

Oggi vorrei approfondire uno di questi e più specificatamente le c.d. “Performance Fee” cioè le commissioni di performance (o di incentivo) che si trovano nei fondi comuni di investimento.

Queste commissioni nascono con uno scopo nobile e cioè incentivare i gestori dei fondi a lavorare meglio e far si che i propri strumenti possano avere ottimi rendimenti a favore di loro stessi e di tutti i clienti che ci investono, sono infatti la remunerazione extra che viene data al gestore come premio per aver ottenuto, in un dato periodo, dei rendimenti superiori rispetto al mercato, ad un benchmark (indice di riferimento) o a sé stesso (in confronto con un periodo antecedente).

Ma come tutti i sistemi anche questo presenta delle criticità e dei buchi normativi tali per cui i soliti “noti furbetti” ne hanno sempre approfittato.

Il metodo più utilizzato dalle banche “furbette” è quello di calcolare queste commissioni con periodicità molto stretta (settimanale o mensile), questo può comportare il sostenimento di queste spese anche se a fine anno il fondo in questione ha avuto un rendimento negativo.

In pratica, per esempio, se il fondo applica la commissione di performance su base mensile è sufficiente che questo abbia fatto meglio del mese precedente rispetto a sé stesso o ad un benchmark per applicare questi costi. immagina che per 4 mesi il fondo sia andato sempre in crescita costante e mentre per gli ultimi 8 mesi dell’anno invece abbia avuto un forte declino: alla fine dell’anno ti ritroverai il fondo con rendimento negativo ma le commissioni comunque applicate per ben 4 volte (una per ogni mese in cui ha superato il suo “record”). Così facendo il gestore viene comunque "premiato" pur non avendo prodotto risultati positivi per te!

Da qualche mese si è finalmente iniziato a parlare di regolamentare queste commissioni per evitare appunto abusi da parte dei gestori, ma ad oggi nulla di concreto da parte dell’Europa è stato fatto; anzi, da un articolo di Milano Finanza, si evince che molti tra i grandi gestori italiani fanno finta di niente ed hanno già messo in previsione forti utili derivanti da queste commissioni.

Per fortuna, alcuni gestori tra cui FINECO, hanno iniziato una “battaglia” contro questa ingiustizia commissionale decidendo di non applicare NESSUNA COMMISSIONE DI PERFORMANCE ai propri fondi e quindi ai propri clienti.

Come sempre SAPERE È POTERE! 

Ora che sai, se la tua banca applica commissioni di performance, puoi difenderti!

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